CATANZARO, 11 NOVEMBRE 2018

Chiediamo che la Direzione PD di Catanzaro convocata per domani lunedì 12 novembre pomeriggio affronti l’obiettivo politico della convocazione del Congresso anche a livello provinciale per dare un segnale forte e immediato di discontinuità agli iscritti e ai non iscritti. Parteciperemo a questo confronto con le nostre proposte per contribuire a definire il profilo di una nuova  sinistra riformista e meridionalista. 
Non c’è più tempo per eternare stanchi riti di potere interno che in alcune aree della Calabria hanno relegato a posizioni marginali la forza organizzata del partito e la sua rappresentanza a livello istituzionale.
L’Assemblea provinciale, eletta dall’ultimo congresso, ha chiaramente esaurito la propria funzione giacché diversi dirigenti hanno logorato il loro rapporto con il partito aggrappandosi a legami personali e di gruppo. È questo il risultato di un criterio (da noi sempre contestato) che ha selezionato gli organismi dirigenti in gran parte sulla base di designazioni verticistiche da parte degli eletti. È un metodo che non ha certo rafforzato né il partito né gli eletti.
Alla Provincia di Catanzaro, che pure negli anni più recenti ha evidenziato notevoli impegni amministrativi e capacità operative, il PD non riesce a contenere la sconfitta. Essa anzi risulta ancor più amara perché riduce la rappresentanza consiliare al minimo proprio mentre il candidato proposto dal PD ha sfiorato la vittoria.
Le dichiarazioni del Presidente dell’Anci e di altri rappresentanti istituzionali inquietano e mettono in luce un gioco al massacro, a scaricabarile, che al danno elettorale aggiunge la beffa: infatti coloro che dovrebbero sinceramente fare autocritica si pongono sul pulpito dell’accusa, e altri non riescono a spiegare perché non hanno saputo impedire in tempo il degrado dei rapporti politici e umani. A questo punto solo la correzione immediata degli errori commessi potrà alimentare uno spazio proficuo di lavoro dentro e fuori il PD.
Le contraddizioni nel fronte di destra sono evidenti! Il voto dice che si aprono spazi interessanti verso un nuovo rapporto con forze civiche e democratiche esterne al PD. Abbiamo il dovere di confrontarci subito sui grandi temi dello sviluppo regionale e provinciale a partire dalle due città di Catanzaro e Lamezia.
I segnali positivi indicati nel recente Rapporto SVIMEZ danno alla Calabria la possibilità di alzare definitivamente la testa, ma per essere incisivi adesso è indispensabile una nuova credibilità del Partito e del Governo Regionale: per dialogare con la società civile e per tenere un confronto serrato e diretto con il Presidente della Regione.
Il dibattito sulle alleanze civiche è prezioso, ma non può andare avanti “a prescindere dal PD”, e della sua capacità di porsi come riferimento dinamico, aggregante ed espansivo.

IL Coordinamento Regionale

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