di Stefano Bassi

 

Sono Segretario del Circolo democratico della Barona Zona 6 di Milano. Sono delegato sindacale in una azienda multinazionale e tutta la mia attività politica e sociale si è svolta nei quartieri periferici di Milano. Sono il portavoce Milanese dell’area Laburisti Dem.

La Direzione Metropolitana del PD ha ufficializzato le candidature per le prossime elezioni Regionali. Nella lista è stato indicato anche il mio nome.
Desidero ringraziare il PD Milanese per il grande onore che mi è stato riconosciuto inserendo il mio nome nella lista dei candidati per le elezioni del 4 Marzo. È, ovviamente, una grande responsabilità che cercherò di affrontare dando il mio contributo per un importante risultato del PD e far eleggere Giorgio Gori Presidente della Regione Lombardia.
Per chi non mi conosce, io sono Segretario del Circolo democratico della Barona Zona 6 di Milano. Sono delegato sindacale in una azienda multinazionale e tutta la mia attività politica e sociale si è svolta nei quartieri periferici di Milano. Sono il portavoce Milanese dell’area Laburisti Dem.
Il lavoro, l’uguaglianza, la solidarietà sono i miei valori che, se sarò eletto, porterò nel Consiglio Regionale della Lombardia. Viviamo un tempo in cui  le parole appaiono importanti solo se declinate in neologismi linguistici incomprensibili o se legate a scenari futuristici lontani dalla realtà, non per sognare ma per incapacità di trovare parole realizzabili. Viviamo un Partito che ha perso il senso della propria storia, con sentimenti di abbandono, di disagio. Viviamo un Partito che non riesce più a creare ponti con le persone per aiutarle ad attraversare questo tempo confuso.
Io mi sento al tempo stesso vecchio e nuovo: mi appartengono parole come etica, lavoro dignità, uguaglianza, diritti, doveri, Europa, globalizzazione, che declino, però, nel nostro tempo. Mi emoziono quando incontro un vecchio operaio che manifesta orgoglioso delle lotte, perché racchiude il mondo che vorrei, il partito che vorrei. Ebbene sì, rivendico parole antiche: il diritto al lavoro, la dignità della persona, l’uguaglianza nelle possibilità, l’antifascismo, la solidarietà, l’orgoglio dell’appartenenza. Parole scritte nel nostro DNA che rischiamo di perdere per strada.
Non prometto: mi impegno a far vivere queste “parole” che sono patrimonio della nostra storia di donne e uomini di sinistra, una sinistra laburista.

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